Giochi di prestigio: un libro per imparare

Vi ho già parlato di come diventare un illusionista, e proprio in quell’occasione ho sottolineato l’importanza di iniziare acquistando un ottimo libro di giochi di prestigio.
Sfortunatamente il testo che vi ho suggerito (“Il grande libro dell’illusionismo” – Patrick Page, De Vecchi editore) pare sia ormai fuori produzione e difficilmente reperibile…ma non tutto è perduto: ho trovato un degno sostituto “moderno”, facilmente reperibile e, per di più, ad un prezzo irrisorio…

Tutorial di magia…su carta!

Ma veniamo a noi: “Giochi di prestigio e facili trucchi magici” – Nicholas Einhorn – Dix Edizioni, 258 pagine in grande formato, con copertina rigida e centinaia di illustrazioni grafiche e fotografiche.

libro giochi di prestigio

“Giochi di prestigio e facili truchi magici”

Nel libro sono spiegati dettagliatamente decine di giochi di prestigio e tecniche manipolatorie: dei veri turorial di magia “passo passo”, che con l’ausilio di tantissime illustrazioni fotografiche rendono comprensibile l’apprendimento anche a chi si avvicina per la prima volta ai giochi di prestigio.

Gli effetti sono tutti effettuabili – importantissimo – con materiale comune o di facile reperimento, e sono suddivisi in 8 capitoli, ognuno dei quali prende in esame una categoria di oggetti (carte, soldi, fiammiferi, corde, ecc.).

La qualità degli effetti è molto buona e la difficoltà di esecuzione tecnica è variabile, dal molto facile all’abbastanza impegnativo, offrendo così al lettore sia la possibilità di sperimentare immediatamente alcuni esperimenti, sia lo stimolo ad investire tempo nello studio di manipolazioni più complesse.

Non mi dilungo oltre nella descrizione del materiale contenuto in questo libro di giochi di prestigio, lasciando al lettore il piacere della scoperta, voglio però ancora sprecare qualche parola sulla qualità delle tecniche e sulle astuzie spiegate: per quanto riguarda le prime, il lettore si troverà di fronte a gran parte delle tecniche di base (“fondamentali”) della cartomagia, della monetomagia, della manipolazione dei ditali e dei bussolotti…
Per quanto riguarda le astuzie invece…vi faccio una confidenza: nel materiale presente di questo libro, sono nascosti alcuni escamotage attualmente usati dai più grandi illusionisti del mondo…

Cosa manca? Ah! Il costo: 10 euro….
…devo aggiungere altro…?

Mantenete il segreto e…buon divertimento!!!

Gang of Magic – la Magia è in scena a Roma

Dopo il grande successo di Supermagic, la Grande Magia ritorna protagonista al Teatro Vittoria dal 31 Marzo al 4 Aprile 2015 con una formula dinamica, moderna e accattivante.

Gang of magic - locandina

Nata nel 2010, la “Gang” è stata fino ad oggi un laboratorio magico aperto ad un pubblico di nicchia, in cui eccentrici e creativi maghi testavano le loro illusioni, con cadenza quindicinale nei locali del Teatro Alba 49 . Il 2015 rappresenta quindi l’anno della svolta: questo insolito gruppo uscirà allo scoperto raccontando la sua storia e proponendo gli esperimenti migliori tra quelli che si sono succeduti negli anni.

Lo spettatore sarà idealmente accompagnato in quell’”antro segreto” dove tutto ebbe inizio e farà la conoscenza di 9 Maghi di fama nazionale ed internazionale, attraverso 7 esibizioni fortemente caratterizzate da stile, ritmo ed impatto emotivo diverso:

Il CLASSICO: Dorian, è IL Mago nell’immaginario comune. Cilindro, frack, incredibile destrezza manuale e sorriso sornione, rendono il suo personaggio un perfetto mix tra modernità e gusto retrò.

L’INVESTIGATORE : Francesco Addeo è uno studioso dell’occulto. Tra miti, leggende e misteriosi fenomeni paranormali, accompagnerà il pubblico ai limiti dell’ignoto, alla ricerca della Verità.

Il SEDUTTORE: Andrea Sestieri, è un personaggio fascinoso, dallo sguardo ipnotico e dai modi suadenti. Ammaliata dal suo charme, persino la gravità si piegherà al suo volere

L’INVENTORE E LEI: Andrea Veramente e Lei, due giovani maghi visionari e strampalati, considerati da alcuni degli scienziati pazzi, da altri creativi visionari. Stupiranno il pubblico con la loro comicità surreale.

IL CAMPIONE: Lupis, è un prestigiatore come tanti ma convinto di essere il migliore. Proverà a tutti i costi a dimostrarlo lanciandosi, senza rete, in esperimenti sempre più bizzarri.

IL BARO: Danilo Proietti, personalità impenetrabile e sangue freddo. Per lui le carte da gioco sono vere e proprie armi…ed il tavolo verde, un campo di battaglia…

I FOLLI: Max Vellucci e Fulvio Maura, coppia di improbabili maghi in eterna competizione tra loro. Tutti i loro numeri, esilaranti ed interattivi, saranno caratterizzati da una sola malcelata voglia: essere cattivi.

7 motivi diversi per spegnere la tv e concedersi una serata all’insegna del divertimento…perchè c’è solo un modo per provare l’esperienza della Magia: viverla…

I falsi miscugli

Mantenere inalterato l’ordine di un mazzo durante un miscuglio

Entro nello specifico del discorso iniziato riguardo alle tecniche dei bari e ti faccio vedere come si presenta un falso miscuglio e soprattutto quanto può essere illusivo.

Si tratta di un video di parecchi anni fa in cui eseguo “un falso miscuglio totale all’americana”: pur (apparentemente) mescolando, mantengo inalterato l’ordine di tutto il mazzo.

In condizioni di gioco reali, ciò accade quando il mazzo di carte è interamente preordinato e questo avviene, a sua volta, quando il mazzo con cui si gioca viene segretamente scambiato con quello preparato (in una partita di poker, ad esempio, unendo queste due tecniche, si può dare la famosa stangata ).

Esistono anche altri tipi di falsi miscugli “parziali”, in cui si lascia inalterata solo una porzione del mazzo, ed altre modalità per ragginugere tale scopo…ma di questo ne parleremo un’altra volta…buona visione e…mantentieni il segreto!

Il rovesciamento messicano – mexican turnover

La mossa definitiva del gioco delle tre carte

Come promesso nel precedente articolo, eccoti il video. E se poi avrai ancora voglia di saperne di più sulle tecniche segrete dei bari, seguimi…ho scritto qualcosa che potrebbe interessarti…

Buona visione!

Ti è piaciuto?

Credi che vedere dal vivo un baro dimostrare le sue abilità, magari all’interno di un casinò creato apposta per te, possa essere interessante e divertente? Allora ti informo che esiste un intrattenimento originale e divertente per eventi speciali che risponde perfettamente a queste caratteristiche… Buon divertimento!

Barare a poker – Tecniche metodi e sotterfugi

Come vincere a carte (in modo scorretto): conoscere per difendersi

Ottenere un guadagno facile è il sogno di molti e non importa se per arrivarci bisogna ricorrere a scorciatoie…: alterare il corso di una partita di poker è una di quelle.
Solamente nella mia attività professionale, ricevo decine di proposte da parte di spettatori che appreso cosa un baro esperto possa fare con un mazzo di carte, sarebbero pronti a diventare miei finanziatori al tavolo verde per poi smezzare gli utili…

Il mio rifiuto però è sempre categorico per due motivi:

  1. Barare è illegale
  2. E’ un’offerta del piffero! Se proprio dovessi farlo, visto che il “lavoro” ed il rischio sarebbero i miei, tanto vale metterci anche i soldi e portare a casa l’intero malloppo

Continuerò allora a prendere queste proposte come attestati di stima (almeno fino a che non diventeranno davvero convenienti!)…Nel frattempo però, dopo avervi svelato i segreti del gioco delle tre carte, vi spiego come un baro può alterare il gioco in suo favore.
Prima però se vi va, vi mostro un’applicazione creativa di queste tecniche…con finale a sorpresa…

Controllare il mazzo (falsi miscugli)

Esistono decine di sistemi per replicare dei miscugli genuini . Tali miscugli lasciano inalterato l’ordine dell’intero mazzo o di una parte di esso. Un abile baro può rendere il miscuglio falso molto convincente: vi consiglio quindi, senza entrare nello specifico, di tagliare sempre il mazzo dopo che il mazziere ha finito di mescolare. Questa accortezza renderà al baro la vita più difficile.

Controllare il servizio (falsi servizi)

Cosi come gli è possibile controllare il miscuglio, il baro può decidere quale carta servire in base alle necessità: la seconda o l’ultima, al posto della prima.
Esistono poi tecniche ancora più avanzate che consentono di servire la penultima carta o addirittura quelle dal centro. Per cercare di difendervi da queste manipolazioni, osservate scupolosamente il servizio e iniziate ad insospettirvi nel caso in cui ci sia una variazione di ritmo o la presenza di “rumori” sospetti: l’esecuzione di un falso servizio infatti, se non è assolutamente perfetta, produce un rumore diverso rispetto ad un servizio regolare.

Farsi i segni

Per quanto possa sembrare una cosa banale, è uno dei sistemi più potenti per barare. Avere un compare che da al baro informazioni sulle carte che ha in mano, gli permette di avere un vantaggio notevole: unendo l’informazione ricevuta con le carte uscite e con quelle che egli stesso ha in mano, potrà prevedere in maniera statisticamente più accurata le possibili uscite o le mani degli avversari e decidere di conseguenza che strategia adottare. E’ difficile capire quando due persone comunicano al tavolo, è bene quindi cercare il più possibile di selezionare attentamente la compagnia con cui ci si intrattiene al tavolo verde e soprattutto…sospettare sempre!

Scambiare il mazzo

Non c’è da aggiungere nulla: approfittando di un momento di “confusione” (creato ad arte) il baro scambia il mazzo regolare, con un altro (“sistemato “ o truccato). Questa tecnica è di solito usata insieme ad un miscuglio falso completo e permette di servire una o più mani devastanti. A differenza delle altre tecniche che ne aumentano la probabilità, questa garantisce la vittoria in maniera assoluta: viene quindi usata per dare la cosiddetta “stangata”.
Come tutte le tecniche di scambio, è una tecnica complessa e rischiosa. Per ridurre il rischio al minimo, quando viene utilizzata, il baro solitamente non è da solo. La condizione più verosimile, a mio avviso, è quella opposta: a parte il “pollo” tutti gli altri giocatori sono in società col baro.

Scambiare le carte

In questo caso si scambiano le carte che vengono servite con altre, migliori, che sono state “rubate” in precedenza durante il gioco. La manovra viene solitamente eseguita nell’atto di raccogliere le carte dal tavolo o immediatamente dopo aver visto la propria mano. In quel momento tutti i giocatori saranno impegnati a guardare il proprio punto ed elaborare strategie: questo offrirà una copertura naturale al baro. Questa tecnica come la precedente, obbliga il baro a tenere in mano “il corpo del reato” (le carte rubate/scambiate), ed è quindi particolarmente rischiosa rispetto alle altre.

Segnare le carte

Anche questo metodo che può sembrare vecchio come il cucco, si dimostra sempre efficace se utilizzato intelligentemente. Anche questo stratagemma può essere combinato con gli altri per massimizzarne l’efficacia (es: usare carte segnate e servizio della seconda carta).
Le carte possono essere segnate:
Graficamente mediante dei piccoli segni visibili ad occhio nudo o grazie a degli inchiostri visibili solo attraverso lenti speciali
Fisicamente mediante alterazione meccanica della superfcie della carta (piegature, bozze, scalfiture del disegno del dorso) o modificandone leggermente le dimensioni (accorciando gli angoli o i lati)
Per questo motivo è buona norma utilizzare utilizzare un mazzo nuovo ogni volta che si gioca (il mazzo deve essere incellophanato) cambiandolo più volte, nel caso di partite lunghe…con una posta alta…
Per capire se una carta e stata accorciata invece basta far scorrere il mazzo con il pollice sul lato lungo il lato lungo e su quello corto, facendo “scattare” le carte (si produrrà quindi una sorta di fruscio): si avvertirà uno “stop”, nel caso ci sia stata un’alterazione, non appena si sarà oltrepassata la carta truccata.

Non scendo nei particolari ma mi ripropongo di farlo nelle prossime puntate, magari dandovi anche qualche esempio visivo…tuttavia avrete intuito che ogni volta che si gioca per soldi non si è mai al sicuro: proteggete il vostro gioco!
E, naturalmente, mantenete il segreto…

L’Attore ed il Mago: due figure artistiche a confronto

Partendo da un aforisma di Robert Houdin, un analisi puntuale su queste due figure artistiche simili per alcuni versi, ma che richiedono competenze specifiche distinte e separate. Questo mio articolo è apparso su Magia Moderna (n°3 – anno 2014)

Il prestigiatore è un attore che recita la parte del mago?

“Cari amici sto per farvi una rivelazione sconcertante, per la quale mi assumo tutte le responsabilità. So già che da questo momento verrò additato come un eretico dall’elite magica intellettuale. Probabilmente verrò scomunicato. Tuttavia è giusto che qualcuno ve lo dica…
Ho deciso di scegliere questo momento per scrivervi, così che qualcuno potrà giustificare il mio scritto come il risultato di un precoce colpo di sole…ma, fidatevi, non è così… come sono solito fare proverò a spiegarvi “il perchè” di ciò che sostengo, evitando di ricadere in un asettico e arido esercizio di stile.

Ci siamo…tenetevi forte…è bene che sappiate che…:

“l’illusionista NON E’ un attore che recita la parte del mago” :

quello dell’illusionista e quello dell’attore sono due “mestieri” DISTINTI e DIFFERENTI.

Ok…l’ho detto! Manteniamo la calma…so che sarete sconvolti…il battito è accelerato, la bocca secca, le mani due spugne…ma ce la farete…controllate la respirazione e seguitemi…

Senza dubbio l’assunto “L’illusionista è un attore che recita la parte del mago”  ha ragione d’esistere: contiene una grandissima verità, ma solo se non interpretato alla lettera…

Secondo voi, un chirurgo è un attore che interpreta la parte di un chirurgo?
…E un ingegnere aereospaziale è un attore che ne interpreta la parte?

Ovviamente no…perchè!?

Semplice!!! Sia il chirurgo che l’ingegnere, hanno competenze specifiche e speciali abilità, acquisite con lo studio, la pratica e l’esperienza, che ovviamente mancano ad un attore!

L’attore sviluppa l’abilità di essere “plastico”, di adattarsi a forme sempre diverse, di replicare in maniera credibile un personaggio in tutte le sue sfaccettature e di restiurlo in scena (o davanti la macchina da presa) secondo la sua personale sensibilità.

Quali sono le abilità specifiche di un illusionista?

Identificare un illusionista ad un attore significa DISCONOSCERGLI tutte le sue particolari e specifiche peculiarità (fisiche e psichiche):

  • Abilità manuale fuori dal comune e relative conoscenze tecniche
  • Capacità di gestione degli spettatori in scena/ sfruttare le condizioni ambientali a suo vantaggio
  • Abilità di manipolare la percezione della realtà dell’udiorio (forzare – creare doppie realtà – instillare falsi ricordi)
  • Gestione, e direzione dell’attenzione in maniera funzionale (misdirection)

In maniera diametralmente opposta ad un attore, l’illusionista è tanto più bravo quanto è fortemente STRUTTURATO, SOLIDO. L’esoscheletro granitico, che si “costruisce” col tempo e l’esperienza accumulata in scena, lo sorregge, lo “protegge” , permettendogli di districarsi con successo tra le mille variabili in gioco ogni qual volta si mette un atto in scena o, peggio, si interagisce direttamente col pubblico. (Nelle condizioni reali di lavoro, infatti, si ha a che fare con persone diverse, la cui reazione può essere imprevedibile, e in situazioni sempre differenti, non con altri attori che seguono un copione, in uno scenario fisso e predefinito. E come se non bastasse, durante tutto ciò, un illusionista deve operare anche un lavoro parallelo ed occulto….)

Un esempio ?
Scomodiamo il grande Maestro, colui che incarna nell’immaginario lo stereotipo del Mago, affascinante e capace di tutto: Silvan.

L’avete mai visto fuori dalla scena? E’ esattamente lo stesso che sul palco!
Sempre lo stesso. Sempre lui.

…Sono sicuro che se gli facessimo un improvvisata, bussando alla sua porta nel cuore della notte, ci aprirebbe impeccabile indossando una vestaglia pregiata (che nasconderebbe ovviamente uno smoking con giacca bianca), e guardandoci con compiacimento, ci direbbe col suo tono pacato ma allo stesso tempo fermo, deciso e assertivo:
“ATTENZIONE! Signori, nessuno poteva sapere che mi avreste fatto questa splendida improvvisata nel cuore della notte. E per questo vi ringrazio. ATTENZIONE! Ho qui una una lettera scritta nel 1893 dal sensitivo Johnatan Fletcher che io acquistai nel ’69 in un mercatino dell’antiquariato. Come potete vedere è ancora chiusa…ATTENZIONE! La vado a dissigillare per la prima volta… c’è scritto: “sapevo che sareste venuti!” E’ STRA –OR-DI-NA-RI –O!”

Lui non interpreta. Lui è!

E quali competenze dell’attore possono servire ad un prestigiatore?

E’ però vero che alcune “skills” di un attore possono servire senza dubbio anche ad un illusionista, tra cui:

  • Utilizzo della voce nella maniera più opportuna
  • Coordinazione psicofisica durante l’acting
  • Conoscenza della comunicazione efficace in scena (e tutto ciò che ne concerne)

Sebbene queste competenze si possono anche apprendere facendo altri percorsi, forse, a mio avviso, c’è una abilità tipica dell’attore che un illusionista dovrebbe fare propria: credere fermamente in ciò che fa, imparando a vivere il momento magico . Possibilmente ogni volta che lo mette in scena.
Ogni volta che un illusionista mette una moneta in mano (…) dovrebbe continuare a percepirne la presenza e concentrarsi su di essa, caricando il momento di tutta la tensione possibile, fino a sentirla “dissolversi” nel palmo…ed, in concomitanza della dissoluzione della moneta, far “defluire” tutta l’energia del momento.

Se non si VIVE in prima persona il momento magico, come si può pretendere che lo vivano gli spettatori?

(…)

Prima di terminare, facendo il discorso inverso, vorrei spezzare una lancia a favore degli amici attori che fanno un lavoro complesso a cui va tutto il mio rispetto ed ammirazione: ho visto molte volte illusionisti (me per primo) approcciare la recitazione credendo di essere avvantaggiati solo perche “tanto per me è facile: io già ci lavoro sul palco”: fidatevi…bisogna ricominciare daccapo! E forse sarà ancora più difficile: come detto prima, pià si è strutturati e solidi e più è complesso svestire i propri panni. (provate a chiedere al Maestro di interpretare un’altra “parte”…).
Per concludere, personalmente ritengo più edificante leggere l’arcinoto aforisma in questo modo:

“L’illusionista COSI’ COME un bravo attore, almeno in scena, deve credere fermamente in tutto ciò che fa e, soprattutto , in ciò che è”

Come sempre…buone vacanze…e buon lavoro!”

Un libro da mettere sotto l’albero: “Mentalismo” di Andrea Santambrogio

Cavalcando la moda (e la confusione) sull’argomento “Mentalismo”, l’editore Mursia ha pensato bene di dedicargli un libretto di appena 90 paginette “annacquate”. L’autore del libro è Andrea Santambrogio che, appassionato di mentalismo da (solo) un paio d’anni circa (secondo quanto lui stesso afferma), ci regala la sua “conoscenza” e la sua “esperienza”. Se a tutto questo si aggiunge che il Santambrogio è totalmente sconosciuto nel panorama magico italiano (il “mentalismo” è illusionismo!) non ci vogliono le abilità di un mentalista per prevedere quanto questo libro, definito “fondamentale” ed “essenziale” dall’autore stesso, possa realmente valere. La realtà dei fatti ricalca tristemente le aspettative: per la serie “se la canta e se la suona” il libretto è un’accozzaglia di concetti sparsi senza logica, di estreme semplificazioni (leggasi “banalizzazioni”) che, in alcuni casi confondono il lettore non fornendogli alcuno strumento su cui lavorare, in altri lo depistano totalmente con delle informazioni completamente fuorvianti. Un analisi puntuale di tutte le sciocchezze contenute in questo libro, richiederebbe un tomo di trecento pagine. Cerco di prendere in esame giusto qualche punto al fine di farvi comprendere meglio.

“Cos’è il mentalismo?”: Un libro intitolato “Mentalismo” e indirizzato al pubblico di profani, dovrebbe iniziare con una definizione operativa dell’argomento trattato. Senza questa definizione, che delimita l’area di azione e competenza, risulta complesso procedere soprattutto lungo un percorso didattico/formativo. QUESTA DEFINIZIONE MANCA!!!!

Le tecniche “classiche” del mentalismo: l’autore ci propone più volte questo termine. Secondo l’autore il mentalista “classico” (figura inesistente!!!) usa tecniche “classiche”, esegue i “classici” del mentalismo e si veste in maniera “classicheggiante”… a parte l’insulsità di tali affermazioni, l’autore non spiega cosa siano queste “tecniche classiche” lasciando il lettore col dubbio che il mentalista classico sia quello che dopo aver frequentato il ginnasio parla in latino e greco ed esegue i suoi esperimenti con una parrucca bianca ed un vestito del ‘700…

Il mentalista “scientifico”/”moderno”: secondo l’autore, a differenza di quello “classico” (?),”utilizza tecniche scientifiche apprese dopo anni di studio”. Come già specificato altrove, le tecniche utilizzate dai cosiddetti “moderni” (classificazione che non ha luogo di esistere…) sono le stesse utilizzate dai “classici” e sono in gran parte tecniche ILLUSIONISTICHE! In barba alla PNL, al linguaggio del corpo, alle microespressioni…  

Il maniaco del pulito: ricorre tante (troppe) volte il termine “pulito”. Il termine “pulito” (clean) nel campo dell’illusionismo (!!!) sta a significare una situazione in cui l’illusionista “non ha nulla da nascondere”. Peccato però che l’autore non spieghi il suo significato al lettore…

Estreme semplificazioni che banalizzano e distorcono gli argomenti proposti: senza andare nel dettaglio, leggasi la definizione di “cold reading”, del “condizionamento non verbale” (che secondo l’autore è “un tipo di condizionamento che utilizza gli arti superiori”) e di quello “verbale” (tra l’altro, trascura bellamente il “paraverbale” che è molto più influente di quello “verbale”, dal punto di vista della comunicazione).

Luoghi comuni: uno per tutti, il concetto fondamentale è “emozionare”.Non puntate(…) agli applausi ma puntate sull’EMOZIONE.(…) è solo questa la chiave per un mentalismo di successo”…Semplice no!? E’ come se su un libro su come imparare a suonare il piano si leggesse: “che ci vuole? Basta schiacciare il tasto giusto al momento giusto!”. O descrivere un operazione cardiochirurgica con:” prendi il bisturi ed apri, aggiusta tutto e poi sutura”

Esperimenti banali/mancanti di istruzioni: per citarne uno il “mental deck” mi veniva proposto da mio zio (che non è un illusionista e nemmeno un appassionato di prestigiazione) quando avevo circa 7 anni ed è uno dei primi giochi che ho imparato. Nell’”Effetto Cottrell” invece si richiede al lettore di “mescolare all’americana in modo da sbirciare l’ultima carta” e “portarla in cima con qualsivoglia metodo (ad esempio il miscuglio classico – ancora!!! – nel cavo della mano”). A parte la sequenza sconclusionata dal punto di vista dell’economia e della struttura dell’effetto, l’autore non dice nulla su come eseguire i miscugli in questione che sono certamente noti a chi abbia delle nozioni di cartomagia, non certo al grande pubblico che sia avvicina per la prima volta ad un testo del genere (non sono presenti nemmeno delle fotografie per cercare di chiarire il concetto). Per concludere, i restanti esperimenti sono quasi tutte ripetizioni del “mental deck”.

Mi fermo qui…ma ci sarebbe tanto altro ancora da scrivere su questo capolavoro di superficialità.

La domanda però sorge spontanea: Santambrogio è il “campione italiano di risoluzione del cubo di rubik con una mano”… perchè non scrivere un libro su quello???

Una cosa di buono però questo libro la fa: consiglia interessanti testi di Corinda, Anneman, Lesley e Maven…

Tirando le somme, qualunque sia il vostro grado di competenza in materia, l’unico consiglio che posso darvi, ritornando al titolo dell’articolo, e certo di essere supportato da tutti i veri professionisti del settore, è che questo è un libretto da mettere sotto l’albero di Natale…

…per farlo stare fermo, nel caso traballasse…